Il premio Nobel, uno dei più importanti riconoscimenti al mondo, viene assegnato ogni anno a chi si è distinto nei campi della conoscenza e ha portato considerevoli benefici all’umanità. La cerimonia di consegna si tiene sempre a Stoccolma il 10 dicembre, ma i nomi dei vincitori iniziano ad essere annunciati fin dal mese di ottobre dello stesso anno.

I premi Nobel, assegnati per la prima volta nel 1901, prendono il nome da Alfred Nobel, il chimico e industriale svedese tristemente noto per aver inventato la dinamite.
Da quando è stato istituito, sono tanti i chimici e i fisici nel mondo che hanno visto premiare il loro lavoro con questo altissimo riconoscimento. Andando indietro nel tempo, ricordiamo ad esempio Guglielmo Marconi, Nobel per la Fisica del 1909. Fu l’inventore del telegrafo senza fili e le sue ricerche posero le basi per la nascita della radio e della televisione.
Nel 1921, Albert Einstein ricevette il Nobel per il suo contributo alla fisica teorica, e in particolare per la scoperta della legge dell’effetto fotoelettrico.
Hermann Staudinger, premio Nobel per la Chimica nel 1953, svolse ricerche fondamentali sulla polimerizzazione, contribuendo a gettare le basi della chimica degli alti polimeri e delle materie plastiche. Sempre sui polimeri, dieci anni dopo Staudinger, nel 1963 veniva insignito del Nobel anche l’italiano Giulio Natta, ad oggi unico Nobel per la Chimica italiano.
Marie Curie fu la prima donna a ricevere il premio e l’unica persona ad aver vinto due Nobel in discipline scientifiche diverse: nel 1903 in Fisica, assieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel per i loro studi sulle radiazioni e nel 1911 in Chimica per la scoperta degli elementi radio e polonio.

Moungi G. Bawendi, Louis E. Brus e Alexei I. Ekimov hanno vinto il Nobel per la Chimica di quest’anno per la scoperta e lo sviluppo dei punti quantici o punti quantistici, nanoparticelle così piccole che le dimensioni determinano le loro proprietà.
Pierre Agostini, Ferenc Krausz e Anne L’Huillier sono i vincitori del Nobel per la Fisica 2023, per aver sviluppato un nuovo modo di studiare gli elettroni. I tre scienziati sono riusciti a riprodurre nei loro esperimenti impulsi di luce talmente brevi da essere misurabili in attosecondi, e a dimostrare che possono essere usati per fornire immagini dei processi che avvengono all’interno di atomi e molecole.

E per crescere e incoraggiare al meglio i premi Nobel del futuro, oggi ancora sui banchi di scuola? Dobbiamo alimentare il gusto di fare scienza, suggerisce il Nobel per la fisica 2021 Giorgio Parisi. “Viviamo in una società dove è aumentata la sfiducia nei confronti della scienza e del futuro” continua Parisi citando come esempi negativi il successo di astrologia, omeopatia e movimento No vax.
“La scienza a scuola deve essere presentata in maniera viva, altrimenti è la fine. Serve un cambiamento radicale. Non sono un pedagogo, ma potremmo guardare e ispirarci al grande movimento attivo in Francia “Main à la pâte”. L’idea di fondo è che la scienza debba essere insegnata facendo fare esperienze ai bambini” conclude Parisi.

Imparare, dunque, toccando con mano il fascino della scoperta. Lasciandosi sorprendere e coinvolgere dal piacere di interrogare il mondo. Andando a caccia di risposte e facendosi via via nuove domande. Perché in fondo questo è la scienza. Un’avventura. Una grande avventura che può portare a migliorare la vita dell’uomo e magari al Premio Nobel.

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